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Gela ieri si è stretta attorno alla famiglia Alabiso

30 Novembre 2015
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Una folla oceanica, chiesa Madre gremita in ogni ordine di posto. Gela ieri si è stretta attorno alla famiglia Alabiso. Giuseppe ed Emanuele, rimarranno nei cuori di ognuno di noi. La loro morte è una ferita aperta, difficilissima da rimarginare. La loro scomparsa, a seguito di un incidente aereo, ha lasciato un vuoto in tutti. E proprio ieri, in concomitanza con le esequie, è stato proclamato il lutto cittadino.

C’erano tutti in cattedrale. Amici, conoscenti, la giunta comunale, consiglieri, tifosi del Gela Calcio. Si tifosi del Gela, perché Emanuele era un tifosissimo della squadra biancazzurra e il padre era stato anche presidente del club. Sulle due bare, sono state poggiate bandiere, magliette e sciarpe che hanno fatto la storia della squadra calcistica. C’era anche la maglia rosanera della Juventina, Gela. Ed una maglietta biancazzurra con il nome di Alabiso. C’era anche La fidanzata di Emanuele. Francesca, ha fatto realizzare un cuore di rose rosse. Lo amava alla follia. Le esequie ieri sono state celebrate dal vescovo della diocesi di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana. Straziante il ricordo del piccolo Davide, 8 anni, della sorella di Giuseppe Alabiso, Angela, con la voce rotta dalla commozione. La gente come voi non muore mai. Era impresso su uno striscione dedicato alle due vittime. All’uscita delle due bare, tra due ali di folla, i tifosi del Gela hanno ricordato Giuseppe ed Emanuele, intonando cori da stadio.

Giuseppe D'Onchia

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