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Tavolo tecnico per bonificare le aree Sin

27 Ottobre 2015
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Il Ministero dell’Ambiente ha convocato per il prossimo 10 novembre, presso la propria Direzione Generale, una riunione per l’istituzione di un tavolo tecnico proposto dal sindaco di Gela per dare maggiore impulso al procedimento di bonifica delle aree ricadenti nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale.

In meno di una settimana dalla richiesta di Messinese, il dicastero ha convocato a Roma, oltre allo stesso primo cittadino, il presidente della Regione Siciliana, il direttore generale dell’Arpa Sicilia, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’Istituto Superiore di Sanità, il commissario del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta e l’Azienda Sanitaria Provinciale. L’amministrazione comunale di Gela aveva già intimato al Ministero di valutare la presenza di rischi significativi per la salute a causa di sostanze, anche cancerogenetiche, riscontrabili nel suolo, assieme a timori non accettabili per la falda. “La riunione convocata dal Ministero dell’Ambiente sarà la sede idonea per chiedere con forza anche la riperimetrazione delle aree da bonificare nella piana di Gela al di fuori del Sito di Interesse Nazionale – annuncia il vice sindaco Simone Siciliano -, così come abbiamo iniziato a ragionare con la Regione ed Enimed”. Il declassamento a Sito di Interesse Regionale, proposto in Commissione Territorio e Ambiente all’Ars, la scorsa settimana, dallo stesso vice sindaco, riguarda solo ed esclusivamente le aree marino-costiere limitrofe al porto rifugio, compreso lo stesso porto, lasciando inalterate e classificate Sin le aree Eni, “giusto per evitare strumentalizzazioni di sorta – continua Siciliano -, rendendo più snella la burocrazia e più economiche le operazioni che riguardano le opere di manutenzione ordinaria e il dragaggio dello stesso porto, al fine di garantire la fruizione stabile degli operatori marittimi. È intollerabile – continua l’assessore – che ancora non si è arrivati alla fase di bonifica vera e propria, nonostante siano trascorsi oltre 10 anni dall’istituzione del Sin di Gela, con numerosi studi di caratterizzazione ambientale ed alcuni interventi urgenti di risanamento parziale. Non si può continuare a giocare sulla salute della nostra gente e delle future generazioni”. L’area privata ricadente all’interno del perimetro Sin di Gela ha un’estensione complessiva di circa 5 chilometri quadrati, mentre le superfici a mare sono pari a 46 chilometri quadrati. Le aree di competenza di Enimed sono composte da 60 chilometri di condotte e 80 postazioni di “area pozzo” di estrazione del greggio e centri di raccolta di oli la cui geo-localizzazione deve essere aggiornata. A questo sta lavorando l’amministrazione comunale in un percorso di persistente azione di dialogo tra istituzioni locali, regionali, nazionali ed Eni, che porterà nelle prossime settimane alla ridefinizione delle aree da bonificare di competenza Enimed.

Redazione

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