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Porto: tutto fermo ad un mese e 21 giorni dalla firma

17 Novembre 2016
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Gela 17 Novembre 2016 - Era il 27 settembre scorso, quando a Palermo, alla presidenza della Regione, fu firmato l’accordo attuativo di intervento attinente la riqualificazione della portualità gelese con il ripristino funzionale e il potenziamento del porto rifugio.

Le firme furono apposte dal governatore, Rosario Crocetta; dal sindaco di Gela, Domenico Messinese; dal responsabile regionale della protezione civile, Calogero Foti e dai vertici dell’Eni. Tutto rientrava nel Protocollo di Intesa per l’Area di Gela, sottoscritto il 6 novembre del 2014. All’incontro palermitano, erano presenti anche altri rappresentanti della giunta comunale, dell’assise civica e la delegazione parlamentare gelese all’Ars. C’erano anche i componenti dei vari comitati del porto. Si brindò. Finalmente, si disse e si scrisse, erano finiti i viaggi della speranza. Alcune settimane dopo, fu individuata anche la figura del responsabile unico del procedimento. Bene, anzi male. Da quella data, ad oggi, sono passati esattamente un mese e 21 giorni. Ed è tutto fermo. Proprio ieri, per fare il punto della situazione, si è svolto un incontro al Comune di Gela, alla presenza del Gruppo di lavoro del porto, convocato dal presidente del consiglio comunale Alessandra Ascia. Presenti il vice sindaco, Simone Siciliano, il consigliere comunale del Movimento 5 stelle, Viriginia Farruggia e i rappresentanti del comitato del porto, dell’associazione pescatori e del gruppo barcaioli, con Massimo Livoti, Ascanio Carpino, Giuseppe Bellavia e Vincenzo Casciana. Alla riunione, indetta da alcune settimane, non hanno preso parte la Protezione Civile e la Capitaneria di Porto. Dall’incontro, come dicevamo, è emerso poco, anzi nulla. Infatti dalle informazioni raccolte dal presidente dell’assise civica, dopo un colloquio telefonico con il responsabile unico del Procedimento, Gaetano Calafato, non c’è alcuna certezza sull'avvio dei lavori della caratterizzazione della sabbia necessari per ottenere le autorizzazioni Ministeriali per istruire il Bando di Gara per i lavori programmati. Dunque tutto rimane, al momento, com’è. Il Gruppo di Lavoro, assieme all'amministrazione comunale, sta inviando un’ulteriore nota alla Presidenza della Regione, al Dipartimento della Protezione Civile, e ai deputati regionali Federico, Arancio e Cancelleri, oltre quella già inviata dal Sindaco di Gela lo scorso 4 novembre (e della quale non si è avuto riscontro), per richiedere con la massima urgenza di indire un tavolo alla Regione al fine di per verificare lo stato dell’arte. Se non ci saranno risposte immediate e certe, non è escluso lo stato di agitazione con proteste eclatanti da parte di chi realmente soffre maledettamente un porto insabbiato. Loro sono gli operatori della struttura portuale. Ai deputati regionali eletti in provincia, il comitato del porto chiede interventi immediati, fatti concreti. Battano i pugni e facciano sentire la loro voce. Perché una città bagnata dal mare che non ha un porto fruibile, è il paradosso di tutti i paradossi. Non vorremmo che oltre al porto insabbiato, nella lenta burocrazia amministrativa, si insabbino anche i progetti.

 

 

 

 

 

   

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Giuseppe D'Onchia

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