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Un protocollo d’intesa per rilanciare il lavoro e difendere la manodopera locale

17 Settembre 2016
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Gela 17 Settembre 2016 - E’ quanto chiederanno all’amministrazione comunale di Gela, le Federazioni Sindacali del settore edile, per tentare di arginare la crisi e dare respiro ai lavoratori edili, tra le fasce più deboli della popolazione.

La grave crisi economica di questi anni ha avuto pesanti ricadute su famiglie, lavoratori edili e imprese costretti a vivere sospesi tra l’angoscia della ripresa del comparto e la bancarotta familiare. La pioggia di milioni di euro che cadrà sulla città di Gela, in merito al Patto per la Sicilia, rilancerà il tema delle opere pubbliche e del patrimonio edilizio ridotte allo stremo negli ultimi anni con il dimezzamento di appalti, lavoratori e imprese. Per Dalthan Di Dio della Feneal Uil, Francesco Iudici della Filca Cisl e Francesco Cosa della Fillea Cgil, gli investimenti pubblici rappresentano attualmente il soccorso tradizionale da portare al capezzale dell’ammalato per rianimarlo considerato che gli interventi privati non sono sufficienti. Il mercato immobiliare è fermo, la domanda di natura non abitativa è debolissima, anzi inesistente: il centro storico è in vendita. A riaccendere le polveri in questa città sono gli interventi previsti dal Patto per la Sicilia che potrebbero rappresentare un’occasione favorevole per le tantissime professionalità locali che meritano una tutela particolare perché diversamente le urla lanciate rischiano di trasformarsi in assoli durante una notte d’estate. Cosa si può fare? Evitare meccanismi incomprensibili e appiccicosi redigendo un protocollo semplice nei contenuti (e non impenetrabile come la burocrazia) che preveda per le aziende aggiudicatarie dei lavori, la possibilità di attingere dall’immenso patrimonio professionale edile che offre la città di Gela. Il protocollo punterà a sviluppare politiche di lavoro e sviluppo economico, politiche dei redditi e di contrasto alla povertà per mitigare le conseguenze discendenti dalla situazione socio-economica. Le Federazioni Sindacali del settore edile tendono a determinare le condizioni necessarie per avviare un processo di ripresa economica e occupazionale in questa città falcidiata da emigrazione continua e disoccupazione fuori dalla portata della nostra ragione. Scrivere a quattro mani il contenuto del protocollo significherà avviare un processo di modernizzazione di tutto il tessuto socio-economico, rendere il Comune meno insondabile e aperto ai cittadini. Le Federazioni Sindacali del settore edile inoltreranno al sindaco del Comune di Gela formale richiesta di convocazione perché vogliamo rivedere la luce in fondo al tunnel. Se la convocazione non avverrà in tempi brevi, si annunciano azioni di protesta. 

Giuseppe D'Onchia

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