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Gela calcio: nel pomeriggio un incontro con la Giunta

28 Luglio 2016
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Gela 28 Luglio 2016 - In poche ore, si dovrà decidere se continuare a partecipare con gioia al prestigioso campionato nazionale di Serie D che con tanti sacrifici e la passione di migliaia di tifosi gelesi abbiamo appena conquistato.

Parole che lasciano il segno. Un vero e proprio tsunami che, in un solo attimo, potrebbe cancellare tutto. In casa Gela Calcio, quanto si è verificato nelle ultime ore, rappresenta un vero e proprio pugno in faccia. La vicenda è quella legata alla gestione dello stadio Vincenzo Presti di contrada Giardinelli. La mozione presentata dal consigliere comunale di Forza Italia, Salvatore Scerra, e votata dall’assise civica ad alcuni non è affatto piaciuta. Una vera e propria levata di scudi alla sola idea che l’impianto sportivo possa essere affidato alla maggiore espressione calcistica presente in città e che consentirebbe al Gela di programmarne in tempo la pulizia, le manutenzioni e le varie migliorie di cui lo stadio ha bisogno da "qualche decennio" con il solo scopo di poter affrontare meglio la logistica del club più rappresentativo della città e del territorio. "È davvero triste, perfino imbarazzante, dover assistere ogni volta al teatrino squallido offerto da chi crede che il calcio sia il male assoluto e che per questa ragione vada combattuto con ogni mezzo, una visione tribale degna dell'era delle palafitte – si legge in una nota diramata dal club biancazzurro. La storia, la tradizione, le passioni e i sentimenti di migliaia di sportivi gelesi vengono puntualmente umiliati, non da un gruppo di scaricatori di porto ma da alcuni consiglieri comunali in solido con un manipolo di associazioni sportive. Il Gela che, per bravura, fortuna, testardaggine, coraggio, incoscienza, sicuramente con tanti sacrifici, da alcuni decenni, sta portando avanti un’idea di calcio e il nome della città con una passione condivisa con migliaia di persone di Gela e non solo, che giustamente reclamano, da molti anni, uno stadio migliore, più sicuro, più confortevole, con più servizi e soprattutto più pulito ed efficiente. Tutte cose che una gestione privata dello stadio potrebbe assicurare e che per vari motivi la gestione pubblica non ha mai saputo assicurare. Vogliamo solamente consentire ai nostri tifosi – dice ancora la nota - di vivere lo spettacolo offerto dalla squadra della propria città, il Gela nel modo più sereno e sicuro possibile, come avviene in tutto il mondo, mentre qui a Gela, tutto è più complicato. La mission del Gela è profondamente diversa da quella di una qualunque associazione o società sportiva minore. Non ci teniamo proprio a fare o subire la guerra in casa da chi ha il solo interesse a scimmiottare una scuola calcio, con il solo obbiettivo di incassare la retta mensile dai genitori di tanti ragazzini con la sfacciataggine di volerlo fare anche attraverso l'uso di strutture pubbliche ! Questo si che è sicuramente illegale! In nessuna parte del mondo civile si permette ad una società sportiva di usufruire di una struttura pubblica per fare una scuola calcio a pagamento. Perché a Gela questo è permesso si chiede la società presieduta da Angelo Tuccio? Cosa c'entrano le associazioni con il Presti, vogliono fare una grande scuola calcio con una grande retta mensile? Non si era mai visto un tale livore solo per impedire alla squadra che regge il peso e la responsabilità di rappresentare l'intera comunità nel mondo del calcio, di potersi sviluppare e diventare più forte. Il Gela sta crescendo di categoria, di forza e di prestigio e questo da' molto fastidio. E’ sempre stato cosi. Nel recente passato questa guerra fratricida ha determinato perfino dolorose rinunce.

 

Giuseppe D'Onchia

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