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Spacciava droga durante i domiciliari

29 Giugno 2016
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Gela 29 Giugno 2016 - Stava scontando gli arresti domiciliari a seguito del blitz “Parenti Serpenti” dello scorso 27 ottobre, quando finì in manette assieme ad altre 13 persone, ma tra le mura domestiche, con estrema disinvoltura, spacciava droga.

Protagonista è il gelese Alessandro Di Fede, 25 anni, adesso arrestato dalla Polizia e recluso nel carcere di contrada Balate. Per smerciare la sostanza stupefacente, utilizzava il paniere dal balcone. Un metodo infallibile per non destare sospetti in piena linea con la tradizione prettamente siciliana del cesto di vimini allacciato ad una corda, comunemente utilizzato per salire e scendere da casa beni di consumo. Ma in questo caso, non si trattava di beni di consumo. Tutt’altro. All’interno del paniere, veniva collocata la droga. Gli agenti di Polizia del locale Commissariato, diretto da Francesco Marino, agli ordini del funzionario Laura Romano, hanno osservato con estrema attenzione quello che accadeva e hanno fatto irruzione in casa di Di Fede. Dopo una scrupolosa ispezione, hanno rinvenuto circa mezzo chilo di marijuana che si trovava dentro la tromba dell’ascensore, di cui il ragazzo si serviva come nascondiglio e a cui aveva accesso diretto, tramite un sistema di movimentazione manuale dello stesso ascensore, non funzionante da tempo. All’operazione di polizia, hanno preso parte anche gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine. E sempre la Polizia di Gela, nell’ambito di controlli alla ricerca di armi e munizioni, ha trovato, presso un negozio di ferramenta, monete, monili e reperti di presumibile ingente valore. Il materiale archeologico, custodito e ripartito in appositi raccoglitori e completo di vaschette numerate per la ripulitura era nella disponibilità di un pregiudicato di 69 anni. Altre monete sono state rinvenute a casa di un uomo di 60 anni. Entrambi sono stati denunciati per ricettazione. E i Carabinieri di Riesi, hanno ammanettato un trentaseienne, per evasione dai domiciliari e resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Si tratta di Carmelo Scaffini. L’uomo è stato intercettato in via Cavour. Alla vista dei militari dell’Arma ha tentato una fuga, nascondendosi nell’abitazione di un altro pregiudicato. Ammanettato, Scaffini ha rivolto frasi minacciose ai Carabinieri, opponendosi con spinte e strattoni all’arresto. Adesso si trova nel carcere di Caltanissetta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Giuseppe D'Onchia

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