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La posa dell’ultima pietra

27 Giugno 2016
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Gela 27 Giugno 2016 - La prima, solitamente, simboleggia l’inizio di un’opera. L’ultima, la fine di un lavoro assieme a qualche bullone mancante: a Gela stanno edificando l’ultima pietra, quella tombale.

Mentre la politica litiga come le duellanti per contendersi il principe azzurro, la città si sta spegnendo lentamente. Amaro sfogo dei rappresentanti sindacali Dalthan Di Dio (Feneal Uil), Franco Iudici (Filca Cisl) e Francesco Cosca (Fillea Cgil). La contesa a tratti irritante tra il sindaco Domenico Messinese e il Governatore Rosario Crocetta, nuoce gravemente alla salute del malato terminale: Gela. Invece di correre al capezzale dell’ammalato per evitare l’estremo saluto o il rito funebre, la polemica rischia di far saltare in aria quella già fragile coesione sociale. Le Federazioni Sindacali del settore Edile dicono “basta”. Occorre svegliarsi dal torpore, accantonare la sterile polemica politica e dedicarsi anima e corpo alla città. Mentre le luci dell’attenzione stanno calando, Messinese e Crocetta dovrebbero invece alzare lo sguardo per ridare dignità e slancio economico al territorio. Al sindacato non interessano le diatribe e nemmeno l’appartenenza politica dei soggetti interessati che devono farsi carico di una città dilaniata dalla povertà sempre più diffusa: di fronte al dramma che sta investendo la comunità, Messinese e Crocetta devono riprendere in mano il timone indirizzando il veliero verso approdi più sicuri. Le Federazioni Sindacali del settore delle Costruzioni hanno a cuore le sorti di questo battello che naviga a vista e che non intravede l’orizzonte. Tra i nodi cruciali rimane il tema legato al processo di riconversione della Raffineria di Gela; la tanto agognata Gela-Siracusa e quei lotti indispensabili per collegare questa fetta di Sicilia all’aeroporto di Comiso. Le Federazioni Sindacali del settore delle costruzioni della provincia di Caltanissetta intendono lasciare il loro marchio di fabbrica al territorio con la realizzazione di un’opera strategica sotto l’aspetto dello sviluppo economico (industria, agricoltura, turismo) e della viabilità. L’ opera comporta una ricaduta occupazionale che interesserà le comunità del comprensorio: dai lavoratori edili a tutto l’indotto. In agenda ci sono anche il porto rifugio, il progetto dell’Orto Pasqualello, gli investimenti per la prevenzione del territorio, la riqualificazione del centro storico e la messa in sicurezza degli edifici scolastici piuttosto datati. L’edilizia privata potrebbe risorgere se il Piano Regolatore Generale venisse definitivamente approvato. Le Federazioni Sindacali del settore Edile inoltreranno al sindaco del Comune di Gela formale richiesta di convocazione perché – chiudono Di Dio, Iudici e Cosca - vogliamo rivedere la luce in fondo al tunnel, per evitare che Gela affondi come il Titanic.

 

Giuseppe D'Onchia

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