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La Settimana Santa irrompe nelle riflessioni di ogni cattolico gelese

24 Marzo 2016
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Gela - L’atto di riparazione del Sindaco di Gela Domenico Messinese in occasione delle tradizioni religiose della Pasqua gelese 2016.

“Cittadine e cittadini di Gela, rinnoviamo, con veri sentimenti di devozione ed emozione, un momento solenne della storia cristiana della nostra comunità. La Settimana Santa irrompe nelle riflessioni di ogni cattolico gelese con forza immutata dai tempi in cui la città era chiamata Terranova. In queste ore ci confrontiamo con l’eterno scontro di civiltà religiose che dovrebbero incontrarsi invece nel credo monoteistico. Non esiste guerra che possa proclamarsi “Santa”, così come non può esistere condotta che possa vantarsi come morale, solo perché ossequia i riti di una confessione. Da duemila anni non vi è generazione, sia essa laica o credente, che non riconosca sé stessa nel dogma della Pasqua cristiana. Il mistero della Passione è, per la nostra umanità, “com-passione”, nel significato intimo di condividere la sofferenza. Quante croci, specie in questo preciso momento storico, pesano sulla fede dei gelesi: la flagellazione di chi perde il lavoro e rischia l’alienazione dal mercato economico e dalla vita sociale; le cadute di chi lotta strenuamente contro le malattie; la condanna a piangere lutti senza rassegnazione. Se oggi non celebrassimo questi riti solenni rimarremmo inchiodati alla disperazione. Ma le Sacre Scritture hanno scolpito la nostra speranza. E la nostra professione di fede ci invita a non tradire il messaggio della resurrezione. Se Dio si è fatto uomo per salvarci, l’uomo può farsi vero uomo per migliorarsi. Altrimenti “Dio è morto” invano. Queste ragioni ci inducono ad offrire le nostre sofferenze all’intercessione di Maria Addolorata, a consacrare le nostre vite sotto la Croce della Redenzione, e pronunciare l’atto di riparazione per chiedere perdono a Dio Onnipotente. Signore nostro Gesù Cristo, Redentore degli uomini, vero volto della Misericordia di Dio Padre per l’umanità intera, la città di Gela si stringe in questo momento a Te per rivivere insieme il tuo mistero pasquale con il quale hai ridato vita nuova al mondo. Anche nella nostra comunità, che pure è felice di dirsi cristiana, non mancano gesti, parole, urla blasfeme contro il Padre Tuo, contro la Tua Divina persona, contro la Tua e Nostra dolcissima madre. Anche tra noi, tuoi figli, si agitano violente passioni che sono tra le cause principali di ingiustizia e violenza. Siamo sommersi dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Noi oggi te ne chiediamo pubblicamente perdono. In segno di riparazione, vogliamo metterci in cammino penitenziale dietro di Te che continui a camminare per le nostre strade e per tutte le vie del mondo facendo della Croce un segno di redenzione e di vita. Signore Gesù, che sei venuto non a condannare ma a perdonare, abbi pietà di noi! O Maria, Vergine Addolorata, in questi giorni di Passione e Morte vogliamo stare con Te presso la Croce del Tuo Figlio in riparazione di tutto il male morale commesso. Fa che il Giubileo della Misericordia, che Papa Francesco ci ha voluto donare, sia un tempo di grazia del Signore e segni un rinnovamento spirituale, sociale e civile per la nostra città, e Gela sia veramente la Comunità di figli di Dio. Amen!”

 

Redazione

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