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La Regione Sicilia può fare e non fa

23 Marzo 2016
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Gela - Anzi, proprio il governo regionale scarica le responsabilità su Roma, sui tanti ministeri. La denuncia porta la firma di Cgil, Cisl e Uil, in merito alla vertenza Gela.

Nell’ultimo incontro, datato 24 febbraio, al Ministero dello Sviluppo Economico, il verbale redatto dai presenti sottolineava che per quanto riguarda la problematica degli ammortizzatori sociali, il vice ministro Bellanova ha confermato quanto già detto in occasione dell’incontro con le istituzioni siciliane, ovvero che la parte preponderante della problematica riguardante gli ammortizzatori sociali dell’indotto verrà affrontata in ambito regionale. I rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico incontreranno inoltre le imprese dell’indotto che si trovano in situazioni critiche, al fine di verificare ogni possibile intervento a sostegno di queste ultime. Dal 24 febbraio è già passato un mese e i sindacati confederali e la Prefettura continuano ad inviare richieste d’incontro e note specifiche riferite alla evidente scopertura finanziaria che tanti lavoratori stanno subendo in materia di fruizione degli ammortizzatori sociali. Che senso ha il convincimento operato dal sindacato nei confronti degli imprenditori di evitare i licenziamenti e percorrere la strada della cassa integrazione straordinaria o in deroga se poi la Regione, tornando da Roma, sceglie la via della latitanza? I segretari confederali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania, hanno denunciato il silenzio della politica ed oggi, malgrado il buon senso da parte di centinaia di lavoratori dell’indotto, annunciano azioni di protesta su Palermo immediatamente dopo le festività Pasquali. La lotta dei lavoratori, la loro pazienza, il buon senso di alcuni imprenditori, il puntuale lavoro della Prefettura non possono ricevere la distanza Istituzionale del Governo Regionale che, in questa complessa vertenza, sta dimostrando inaffidabilità e colpevole disattenzione. Tutti – ribadiscono Cgil, Cisl e Uil, devono rendersi conto e prender coscienza della disperazione presente in migliaia di famiglie già in crisi per carenza lavorativa ed oggi classificabili come nuovi poveri. I sindacalisti poi si pongono alcuni interrogativi. La Regione può permettersi di non considerare la “vertenza Gela” tra le più drammatiche nell’ultimo ventennio nel Sud Italia? Può, la stessa Regione, costringere lavoratori e sindacato a manifestazioni estreme che rischiano di compromettere l’ordine pubblico? Può la Regione ledere la dignità di tanti uomini e tante donne in attesa di risposte concrete? Il silenzio del governo Regionale fa sorgere altre domande. Forse non esistono le somme stanziate da parte del Governo Regionale riferite agli ammortizzatori sociali? Se così fosse – chiudono i sindacati - perché lo stesso Governo non ha detto nulla durante la riunione del 24 Febbraio al Ministero? Questo atteggiamento inquieta il sindacato confederale che pretende dal Governo una risposta chiara così da comprendere quale strada intraprendere per tutelare il reddito di centinaia di lavoratori.

 

Giuseppe D'Onchia

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