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Gli agricoltori contestano il caro-acqua

05 Febbraio 2016
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Gela - Lo avevano preannunciato che sarebbero scesi in piazza, con i loro trattori, e sono stati di parola. Gli agricoltori del comprensorio gelese contestano il caro-acqua per irrigare i campi, chiedono il ripristino delle dighe Comunelli, Disueri e Cimia e l’abbattimento dell’Imu sui terreni agricoli.

Un lungo corteo è partito da via Europa ed ha attraversato il corso principale. Alla manifestazione hanno partecipato gli contadini aderenti alle organizzazioni Upa, Unsic e all’associazione Santa Maria. Una protesta che segue quella che vede coinvolti, da oltre due settimane, i lavoratori dell’indotto dell’Eni, i quali chiedono l’avvio del piano di riconversione dello stabilimento, così come concordato il 6 novembre del 2014 a Ministero dello Sviluppo Economico. A rappresentare l’amministrazione comunale c’era l’assessore Francesco Salinitro, in sostituzione del sindaco a Roma per impegni istituzionali. “Approfittando della mia presenza nella capitale – ha dichiarato Messinese - ho portato la piattaforma rivendicativa degli agricoltori dell’hinterland gelese all’attenzione del Ministero delle Politiche Agricole. Il nostro è un disagio economico, l’ennesimo, che dalla piazza adesso deve arrivare sui tavoli decisionali. Perché chi sottovaluta l’allarme della popolazione è un irresponsabile”. Intanto lunedì scorso il sindaco ha demandato al dirigente comunale Emanuele Tuccio di istruire la richiesta di declaratoria dello stato di calamità naturale, a causa della persistente siccità che ha compromesso semina e raccolta.

Giuseppe D'Onchia

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