23.07.2014

Jerry Italia - 18.06.2009 - 14:21

Si è tenuta stamattina, alla presenza di numerose autorità civili e militari,  la cerimonia di consegna al Comune di Niscemi di un bene confiscato alla mafia; l’ immobile, che apparteneva a Vincenzo Di Pasquale, stiddaro del clan Russo che tra la fine degli anni Ottanta e Novanta era in guerra contro Cosa Nostra per il controllo sul territorio, è situato in contrada Apa e, come previsto dalla normativa di gestione e destinazione dei beni oggetto di sequestro o confisca, è stato finalmente trasferito al patrimonio comunale.
Il bene comprende un immobile e di un terreno, con un fondo rustico di sei mila metri quadrati e un fabbricato di 180 mq. La riconsegna dello stabile alla città,  grazie all’applicazione della legge Rognoni-La Torre  e della legge 109/96, è motivo di grande soddisfazione per tutti quegli esponenti delle istituzioni che si sono battuti affinché la legalità non rimanesse solo un miraggio. 
La struttura sarà riutilizzata come B&B da fare gestire a una cooperativa sociale di giovani per consentire alla comunità un rilancio nel settore del  turismo.
La questione dell’affidamento dei beni confiscati alla mafia è una materia che interessa l’intera società, a partire dalle istituzioni politiche, gli imprenditori, fino ad arrivare alle associazioni senza scopo di lucro. Ma il vero nodo della questione sono i tempi di attesa per l’assegnazione di un bene confiscato. Talmente lunghi da portare alla rovina, nel caso di un immobile, oppure al fallimento se si tratta di un’azienda.

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