Gela:incendio al BTX Eni
Un incendio si è sviluppato, ieri pomeriggio, nell’impianto “Frazionamento BTX”, all’interno dell’”Isola 8” della Raffineria di Gela.
Ancora da accertare le cause del rogo. Le fiamme si sono sviluppate per una perdita di idrocarburi in un compressore dell’impianto che distilla i prodotti ciclici aromatici: “Benzolo”, “Toluolo” e “Xilolo”.
Una nube enorme di fumo nero, molto denso, si è levata dall’impianto per circa mezz’ora. Ma non c’è stato il temuto impatto con la città, che sorge a poche centinaia di metri a ovest dal petrolchimico, perchè per fortuna il vento di ponente ha spostato sul versante opposto la nube tossica.
Un’altra colonna di fumo si è levata subito dopo da una delle torce a mare, ma questa volta per effetto dei sistemi di sicurezza che fanno bruciare i gas di distillazione in atmosfera nel momento in cui le apparecchiature industriali che li lavorano vengono mandate in blocco.
Non si registrano feriti ne’ intossicati sia tra il personale dell’impianto che all’esterno. L’incendio è stato domato dagli uomini della sicurezza aziendale, in aiuto dei quali sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Gela. sul posto sono accorsi anche carabinieri, polizia e guardia costiera. La direzione dello stabilimento ha aperto un’inchiesta.
I sindacati dei lavoratori chimici e dell’energia, Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, nei giorni scorsi avevano aperto una vertenza accusando la “Raffineria di Gela” (azienda del gruppo Eni) di attuare la “logica del massimo profitto” avendo disatteso gli accordi su assetti produttivi, occupazionali, investimenti e sicurezza, e rinviato di un anno la manutenzione ordinaria degli impianti, con il rischio di incidenti.
E l’incidente è puntualmente arrivato. Per fortuna, ripetiamo, senza feriti. Ma non ci si può affidare sempre alla fortuna, alla buona sorte. Ecco perchè ogni ritardo negli interventi di manutenzione diventa una sorta di attentato alla sicurezza, considerata anche l’età avanzata degli impianti. Gli ambientalisti denunciano da anni i ritardi dell’Eni negli interventi di manutenzione.
Il sindaco Crocetta ha detto che questa logica aziendale non passerà. Il gruppo consiliare di Forza Italia ha chiesto la convocazione urgente monotematica del consiglio comunale.




Come piu volte da me evidenziato in questi ultimi anni la raffineria killer di Gela non fà altro che proddurre inquinamento, gli impianti obsoleti non vengono manutenzionati da almeno 25 anni e cosa evidente che Il mostro è l'unico colpevole per malattie e malformazioni,IL KILLER deve chiudere e questo non significa come ci vogliono fare credere disocupazione, ma al contrario LAVORO per 12000 persone per 30 anni infatti grazie alle leggi ambientali per la BONIFICA DEL TERRITORIO, già dopo il primo giorno di chiusura bisogna smantellare,demolire,ciò che è visibile, e pure quello che non lo è...il sottosuolo danneggiato e inquinato in maniera irreparabile. SVEGLIA GELA, IL COLPEVOLE DI TUTTI I MALI MALATTIE,MALFORMAZIONI,MAFIA,CORRUZIONE,MALAFFARE,E' IL KILLER, E LA RAFFINERIA, ELIMINIAMOLA!!!!!!!!!!!!, MA PRIMA DEVE RISARCIRE OGNI SINGOLO BAMBINO, OGNI SINGOLA PERSONA CONDAGIATA, PER TUTTI I DANNI CHE HA FATTO....
GEOM. FRANCESCO AGATI
CARO AMICO TUTTO CIO' CHE HAI APPENA ELENCATO E' SAPUTO E RISAPUTO.SAI PERCHE' STA SUCCEDENDO TUTTO CIO'? PERCHE' ORAMAI LA RAFFINERIA E' ALLA FRUTTA,CIO' SIGNIFICA CHE LORO SANNO CHE PRIMA O POI E' COSTRETTA A CHIUDERA',QUINDI VUOLE TRARRE PIU' UTILI POSSIBILI PRIMA DI ANDAR VIA E LASCIARCI TUTTO QUEL FERRO VECCHIO CHE SI VEDE,MI SPIACE CHE LA GENTE NON LO HA ANCORA CAPITO.