Cina, imponente esercitazione militare

Anche dopo la ripartenza di Nancy Pelosi, l’escalation non si ferma. Pechino ha appena dato il via alla più grande esercitazione militare mai lanciata attorno a Taiwan.

Per i prossimi tre giorni il traffico aereo e marittimo sarà di fatto bloccato sull’isola, che Pechino considera una provincia separatista.

Anche dopo la ripartenza di Nancy Pelosi, l’escalation non si ferma. Pechino ha appena dato il via alla più grande esercitazione militare mai lanciata attorno a Taiwan.

Per i prossimi tre giorni il traffico aereo e marittimo sarà di fatto bloccato sull’isola, che Pechino considera una provincia separatista.

Un’iniziativa “necessaria” secondo Pechino, furiosa per la visita della presidente della Camera statunitense definita una gravissima provocazione tesa a minare il “principio della Cina unica”, come ha spiegato la portavoce del ministero degli esteri Hua Chunying.

“Le esercitazioni militari condotte dall’esercito cinese nel mare vicino a Taiwan – ha detto la portavoce – sono una misura necessaria e giusta per proteggere risolutamente la sovranità nazionale e l’integrità territoriale in risposta alle grandi mosse provocatorie di alcuni politici statunitensi e delle forze indipendentiste di Taiwan”. “

Da Taiwan Nancy Pelosi è ripartita mercoledì, ma la tensione continua a crescere insieme ai timori di una ulteriore risposta della Cina.

Anche dopo la ripartenza di Nancy Pelosi, l’escalation non si ferma. Pechino ha appena dato il via alla più grande esercitazione militare mai lanciata attorno a Taiwan.

Per i prossimi tre giorni il traffico aereo e marittimo sarà di fatto bloccato sull’isola, che Pechino considera una provincia separatista.

Un’iniziativa “necessaria” secondo Pechino, furiosa per la visita della presidente della Camera statunitense definita una gravissima provocazione tesa a minare il “principio della Cina unica”, come ha spiegato la portavoce del ministero degli esteri Hua Chunying.

“Le esercitazioni militari condotte dall’esercito cinese nel mare vicino a Taiwan – ha detto la portavoce – sono una misura necessaria e giusta per proteggere risolutamente la sovranità nazionale e l’integrità territoriale in risposta alle grandi mosse provocatorie di alcuni politici statunitensi e delle forze indipendentiste di Taiwan”. “

Da Taiwan Nancy Pelosi è ripartita mercoledì, ma la tensione continua a crescere insieme ai timori di una ulteriore risposta della Cina.

I ministri degli Esteri dei Paesi del G7 hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui affermano che l’escalation cinese rischia di destabilizzare la regione, e che la visita della speaker della Camera statunitense “non può essere considerata una valida ragione”.

La Casa Bianca ha ribadito che il viaggio non ha cambiato nulla di sostanziale negli equilibri della regione

“Non c’è motivo per Pechino di trasformare questa visita, che è coerente con la politica statunitense di lunga data, in una sorta di crisi” ha detto l’addetta stampa Karine Jean-Pierre. “Non c’è motivo di farlo. Siamo stati molto chiari: non c’è alcun cambiamento nella nostra politica di una sola Cina, guidata dal Taiwan Relations Act del 1979. Questo non è cambiato. “

Nel frattempo anche a Hong Kong diversi manifestanti filo cinesi hanno inscenato una manifestazione davanti al consolato statunitense

fonte Euronews