Assemblea sindacale Sinalp sul diritto alla stabilizzazione dei precari siciliani – basta schiavi della politica

Si è svolta l’assemblea sindacale del Sinalp per discutere e fare il quadro della condizione dei lavoratori precari impegnati negli enti locali della Sicilia.

Hanno partecipato i rappresentanti dei lavoratori PIP, ASU, Contrattisti, OSS, e Co.Co.Co.

Alcuni lavoratori PIP impegnati all’Ospedale Civico di Palermo con l’assistenza dello studio legale Greco e di Sabrina Figuccia hanno intentato un’azione giudiziaria contro l’ospedale per aver riconosciute le differenze retributive, avendo svolto una mansione diversa rispetto al loro ruolo di PIP.

Nell’ambito di questa azione legale, il Giudice del Lavoro ha disposto la nomina di un consulente contabile per il calcolo delle differenze retributive e contributive.

Questa disposizione ha, di fatto, certificato che i PIP, ed a questo punto per similitudine anche gli ASU, hanno diritto ad essere pagati tanto quanto vengono pagati gli altri dipendenti che svolgono la stessa attività, qualifica e funzione.

Ancora oggi i lavoratori ASU attendono la decisione del Ministero del Lavoro sull’impugnativa dell’ormai famoso art. 36 della passata legge di stabilità della Regione Siciliana da parte del Governo Nazionale.

Visto il vergognoso ritardo del Governo Draghi, come Sinalp, riteniamo che la strada giudiziaria sia probabilmente l’unica in grado di “obbligare” i politici siciliani eletti al Parlamento Nazionale a spingere verso il Ministero del Lavoro affinchè tolga questo insensato veto.

Inoltre bene ha fatto l’Attuale Governo Musumeci, forte della certezza di aver agito nel rispetto delle attuali normative che regolamentano la necessità dell’eliminazione del precariato storico siciliano, a riproporre il contenuto dell’art. 36 della passata legge finanziaria anche in questa nuova legge finanziaria.

Così facendo il Governo Regionale costringerà il Governo Nazionale o ad impugnare nuovamente l’emendamento, dimostrando così la pervicace azione ideologica contraria ai lavoratori Siciliani ed alla Sicilia, o ad esprimere finalmente il proprio parere sul ricorso presentato dalla Regione Siciliana.

Il Governo Draghi non potrà più far finta di niente e dovrà finalmente esprimersi sulla sua reale volontà di voler stabilizzare chi da oltre 26 anni regge di fatto quasi tutti gli enti locali della Sicilia.

Come sindacato continueremo, sempre in prima linea, la nostra azione in difesa dei lavoratori ASU e se il Governo Nazionale vorrà nuovamente impugnare la reiterata volontà di stabilizzazione degli ASU denunceremo la pervicace volontà ideologizzata di Roma di voler costringere ancora oggi una marea di lavoratori, 2.100 PIP e 4.500 ASU, ad essere schiavi di un lavoro agognato ma di fatto mai riconosciuto.

Il Segretario Regionale Sinalp Andrea Monteleone da tempo chiede al Governo Siciliano di aumentare la pressione sul Governo Nazionale affinchè tolga il veto sull’Art. 36 che stabilizza gli ASU, e che potrà essere ripetuto anche per tutti gli altri precari siciliani.

Invitiamo i lavoratori ASU a non arrendersi, incartandosi in sterili lamenti improduttivi e senza alcun risultato, e ad agire concretamente nelle aule dei tribunali contro le istituzioni che non decidono come il Governo Draghi, il Sinalp sarà in prima linea con tutti loro.

Il Dirigente Sinalp Gaetano Bonura ha precisato che il Governo Regionale aveva approvato la norma di stabilizzazione ed aveva anche accantonato i fondi necessari alla stabilizzazione.

Il Governo Regionale, non potendo utilizzare i fondi stanziati per la stabilizzazione nell’anno 2021 a causa della posizione negativa e strumentale del governo Nazionale, ha versato a tutti gli ASU un bonus di 1.000 euro in attesa di sbloccare questa benedetta ed agognata stabilizzazione.

I fondi accantonati per la stabilizzazione e non utilizzati, rientrano nel Bilancio Regionale come “Residui non Impegnati”.

Le normative che regolamentano la Contabilità Pubblica prevedono che i fondi non impegnati vadano redistribuiti in altri capitoli di spesa affinchè non si creino residui di cassa non utilizzati.

Questo è quanto è successo ai fondi stanziati per gli ASU per l’anno 2021, e se il Governo Nazionale non sbloccherà l’art. 36 per l’anno 2022, anche i fondi già accantonati per quest’anno saranno diversamente contabilizzati per come prevede la normativa contabile degli enti pubblici, fermo restando l’impegno di spesa per gli anni successivi già previsto a favore degli ASU.

Come Sinalp comunque ci auguriamo, grazie anche alla continua pressione sindacale sul Governo Nazionale ed alla pressione giudiziaria sugli enti utilizzatori, che entro questo anno si abbia finalmente una risposta favorevole alla stabilizzazione dei precari ASU e PIP.

Affinchè i nostri politici nazionali eletti in Sicilia siano pressati dall’azione sindacale invitiamo tutti i lavoratori precari a prendere seriamente in considerazione l’azione giudiziaria per aver finalmente riconosciuto un uguale trattamento economico a parità di servizio svolto.